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domenica 22 aprile 2012

Il danno dell'illusione

Buongiorno Italia
 di Stefano Perni




 RiformaMentis: Se non possiedi l'antidoto della conoscenza, che ti svela i meccanismi di controllo di massa, non puoi proclamarti un libero uomo...Ti resta solo la venefica illusione di crederti tale.

Il fatto:

S.P.: La regina è persa, la corona le è stata strappata da un gruppo di non eletti per affidarla permanentemente ad un manipolo di uomini di pari status, ma sovranazionali: ed è l'inizio della fine; il punto di non ritorno. Irreversibile, o reversibile non più con strumenti democratici e civili, nonostante i responsabili di questo stupro siano stati giuridicamente denunciati, poiché ci hanno messo contro la nostra stessa Costituzione, modificandola vigliaccamente nell'assoluto silenzio dei media asserviti. Di civile c'è rimasta solo la rivoluzione, da contrapporre ad un futuro di crescente totalitarismo, utile, se non altro, a riguadagnare la nostra dignità.

Il popolo si sta lentamente svegliando (a giochi fatti) dal sonno indotto della speranza alimentata dall'inganno. Recita la regola seconda di Noam Chomsky:
 Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

La speranza nel "salvatore", lupo travestito da agnello nel nostro gregge, è stata la diretta conseguenza dello spauracchio spread, creato all'uopo, al pari dell'uomo nero per l'infante, per spaventare e controllare la cittadinanza, per condurla verso un default controllato, uno smantellamento dei suoi diritti, uno scippo della sovranità ed una svendita del suo patrimonio. Il tutto giustificato in nome del sacrificio consumato sul sacro altare del dio potere: che ha forse il potere di risparmiare le nostre vite da un benessere acquisito, forse il potere di alleviare i nostri sensi di colpa per una condotta sopra le righe e troppo spesso al di fuori della legalità.

Monicelli sulla speranza:
 "La speranza di cui parlate è una trappola, una brutta parola, non si deve usare. ... Mai avere speranza! La speranza è una trappola, una cosa infame inventata da chi comanda."
"l'illusione è una trappola", precisa Isabella Consoli, "la speranza è un movimento dello spirito, l'illusione è un moto psico-sentimentale, tutto il resto è vero... Si tratta di ritrovare il... METODO. Meta odos, parola greca: senza metodo anche il meglio è deperibile, dispersivo."


L'illusione, alimentata dalla paura, ci ha resi ciechi struzzi nell'invitante sabbia. L'inganno ha corrotto i fondamenti della nostra umanità e ci ha sottratto il nostro essere prima ancora che i nostri averi... I nostri fratelli greci li abbiamo lasciati soli innanzi ad un rovinoso destino, illudendoci che non fosse il nostro, che non ci riguardasse. Gli abbiamo voltato le spalle, trattandoli come appestati e: "speriamo che non capiti anche a noi quello che è capitato a loro...". L'Europa vigliaccamente unita nell'interesse del proprio singolo orticello: esattamente quello che "loro" si aspettavano da noi.

Il MES (meccanismo europeo di stabilità - leggasi pareggio di bilancio) si presenta con una veste innocua, con parole apparentemente trasudanti giusto intento: l'ennesima illusione di significato che caratterizza i termini del nostro tempo. Il MES (o ESM) ci sottrae la nostra sovranità decisionale interna a fronte di un debito matematicamente inestinguibile (100 miliardi annui di soli interessi!), questo dopo averci già sottratto la sovranità monetaria (origine di tutti i mali economici). Ma anche i pochi sonnacchiosi italiani appena destati, in maggioranza, non sanno di cosa stia parlando. Invito comunque tutti ad ascoltare l'intervento di Monia Benini:




E' utile ascoltare il silenzio in certi momenti, ti racconta più delle parole: nessun media ha dato la notizia del cambio costituzionale e soprattutto trattato delle sue conseguenze. Ci hanno tenuti impegnati con l'agenda degli argomenti che hanno, di volta in volta, diligentemente redatto per noi: quindi ci siamo trovati enormementi sorpresi delle truffe leghiste (stupore!) e ci hanno imboccato a parlare del Trota piuttosto che del problema evasione, della nave affondata piuttosto che dell'ultimo ragazzo spirato nell'ambito sportivo (per cui Napolitano si è disturbato ad inviare fiori come non farà per suicidi attribuibili ad una criminale condotta economica di Stato). Ci siamo trovati burattini nelle mani del ventriloquo, nostro padrone, nostro Grande Fratello, Maestro Venerabile che ci ha mosso le labbra per farci dire che in fondo quello che stiamo facendo è quello che dovevamo fare: ce lo chiede l'Europa.

Ora l'agenda prevede l'argomento Cinquestelle: tutti guardano così a Beppe Grillo, alle sue esternazioni attribuite all'antipolitica (sempre perseguendo il filone dello stravolgimento della parola), là dove la cosiddetta politica si è venduta per trenta denari. Tutto, pur di non parlare di quello che conta (regola prima di Noam Chomsky - la distrazione)

"Chi dobbiamo votare?", "Cosa accadrà? Ho paura"... Questo mi chiedeva ieri la gestrice della copisteria che sono solito frequentare: una ragazza, prima di me, gli aveva illustrato quel che rappresentava per la nostra vita reale il MES (non poteva averlo appreso dalla tv!). Così le ho risposto:

"Molto di quanto sta accadendo è colpa nostra: abbiamo lasciato fare, ci siamo illusi agissero per il nostro bene e l'abbiamo pagata davvero molto cara. Moltissimo è colpa loro: ci hanno educato alimentando la cultura del disinteresse della cosa pubblica. Sistemati nei posti di comando, non ci hanno poi fornito gli strumenti per comprendere e fare consapevolmente le nostre scelte: del resto non avevano nessun interesse a fornirceli.
Il nostro paese seguirà la sorte della Grecia, che non ha la forza di reagire perché è stata lasciata sola. L'unica efficace risposta unitaria ci sarà quando molti paesi si troveranno nella medesima condizione, allora saremo di fronte ad una scelta: rimanere schiavi di questo sistema neoliberista capitanato dalla massoneria economica ed accettare di essere ridotti nella conduzione di forza lavoro a bassissimo costo, oppure reagire riconquistando i nostri diritti, la nostra moneta, i nostri territori, la nostra indipendenza. Non abbiamo comunque di fronte una soluzione indolore che ci risparmi da un tracollo economico, questo sia chiaro. 
Loro (documentatevi chi sono "loro", perché sono i nostri nuovi padroni) sono sempre tre passi avanti a noi: è illogico pensare che non abbiano previsto il parziale declino dei partiti oggi loro complici: sanno perfettamente che se il futuro prossimo è la recessione e il totalitarismo, a seguire ci sarà, con la fame, una guerra civile - che di per sé, come soluzione estrema, rappresenta già simbolicamente la nostra sconfitta per aver permesso a noi stessi di arrivarci. Il problema è che molti si troveranno a farla senza nemmeno aver capito come ci sono stati condotti: la mancanza di consapevolezza e quindi di lettura della coincitata realtà che gli si porrà davanti darà loro modo (ai manovratori) di inserire a capo della rivolta i loro uomini, per cui avremo solo l'illusione, a condizione di aver successo, di aver fatto una scelta che ci avrà ridato una sovranità. Per questo ci vuole una grande consapevolezza ed informazione di quanto sta accadendo.
Non c'è oggi, in questa guerra tra democrazia e capitalismo neoliberista, una soluzione priva di conflitti (ce l'avevamo fino a ieri), perché con il pareggio di bilancio, prima di ogni cosa, si dovrebbe rimettere mano alla Costituzione (non è possibile risistemare con un referendum): questo significa che un governo, in larga maggioranza, dovrebbe votare seguendo tutto l'iter delle camere, come hanno fatto oggi all'insaputa dei cittadini. Le televisioni ed i giornali sono controllate oggi come lo saranno domani, non avremo mai un governo tanto forte da poter scegliere consapevolmente in questo senso.
Il movimento di Grillo sarà presente significatamente nel prossimo governo, ma il parlamento non avrà comunque potere, così costituzionalmente svuotato dal pareggio di bilancio che va ad inficiare altri fondamentali articoli della Costituzione. Ci manovreranno dall'Europa dei banchieri chiunque siederà sulle nostre poltrone.
Il programma Cinquestelle è indubbiamente quanto di meglio abbiamo ora in Italia: fin troppo semplice lodare la sensatezza delle intenzioni di questa nuova forza politica al confronto della scelleratezza quasi ostentata (eccessivamente direi) degli attuali partiti. L'unica domanda da porsi, per quanto riguarda Grillo e la società Casaleggio che ne cura l'immagine, è se sono puliti o hanno anche loro gli stessi burattinai alle spalle...
Se non fanno parte del teatrino, allora questo Grande Fratello ha previsto di lasciare il cerino ad una forza fuori del loro controllo nel momento della gestione del disagio sociale che verrà, in attesa di riprendere le redini.
Il Vaticano in tutto questo? Sarà contento, in un periodo di crisi delle religioni, che molte pecorelle indigenti ed impaurite si ristringano a lui..." 

Buongiorno Italia: dopo aver pagato il caro prezzo dell'illusione, fate ora la vostra scelta... Ogni condizione, anche la più gravosa, ne prevede almeno una. 

RiformaMentis: La scelta consapevole è prerogativa del libero uomo.
    

domenica 25 marzo 2012

Il fallimento di una generazione (S. Perni)


UNA SORTA D'ESTINZIONE

RiformaMentis: la domanda è il tassello indispensabile per un proprio, indipendente, sistema di pensiero. Sistemi indipendenti di pensiero, messi a confronto, producono un'evoluzione. La mancanza d'evoluzione porta al suo opposto e, dunque, all'estinzione. In ultima analisi  la mancanza di domanda porta all'estinzione.




S.P.: Leggevo questo, stamane, su un social network:

"Sono bastati 20 anni tra pagliacci, puttanieri, ballerine e pseudo oppositori per far credere al popolo italiano che perdere ogni diritto acquisito con anni e anni di lotta è la normalità." (L.G.)

Leggevo questo e, per associazione d'idee, pensavo a dieci anni fa: quando moltissimi (da duecentomila ad un milione, a secondo delle fonti) prendevano d'assalto Circo Massimo in Roma per difendere un diritto, quello previsto dall'art.18... E mi chiedevo dove fossero finite quelle persone. Da una folla all'altra, sempre per associazione, mi domando poi che fine abbiano fatto quegli uomini e donne che solo poco tempo fa (il 5 dicembre 2009) invasero Roma per chiedere la caduta di un governo.

Che fine abbiamo fatto? Dove si è andata perdendo la mia generazione che era chiamata a dire la sua nel momento della propria presunta maturità? Sembra non porsi più domande... sembra disinnescata, incapace dell'arma della riflessione e del pensiero, consegnata a chi la controlla nello stato emotivo.

Le domande trovano sempre meno posto nell'assuefazione ad una realtà parallela che confondiamo per normalità. Se ce le ponessimo ancora, quelle domande, troveremmo le risposte solo nell'addomesticamento a cui siamo stati sottoposti dai personaggi che si sono succeduti alla poltrona di comando che noi ci illudiamo anche, paradossalmente, di avere liberamente eletto.


L'emotività (Da una mia e-mail in risposta ad un'amica n.d.s.):
Il bisogno di condividere il dolore è umano e, come sottolinei, terapeutico. Del resto non siamo dei robot e non possiamo pretendere da noi stessi di mantenere freddezza e raziocinio in determinate situazioni. Sottolineavo (nella mia precedente e-mail n.d.s.) l'amplificazione di questa naturale predisposizione umana a tal punto da farne uno strumento di controllo di massa. Come sai, sono molto attento a come i media interagiscono con i suoi fruitori. Qualche nozione a livello di psicologia e controllo della mente ce l'ho e, molto spesso, mi diverto ad osservare il "dietro le quinte" dei meccanismi inseriti in pubblicità e trasmissioni: a volte ne sorrido, ma poi penso a chi, quegli strumenti, non li conosce, oppure a chi li conosce ma abbassa le difese (è sufficiente avere un atteggiamento passivo per esserne influenzati, io stesso mi "sorprendo" ad esserlo).
Per quella che è la mia opinione, che questi meccanismi vengano messi in atto dai media è palese. Del resto non è un segreto che lo studio della mente, in un primo momento applicato alla pubblicità, è poi stato utilizzato in ambito politico. Ma non è esatta nemmeno questa successione: in realtà determinate conoscenze erano note da secoli ad alcuni ambienti che le hanno utilizzate, nel tempo, a scopo di controllo di massa... La successione a cui facevo prima riferimento è quella in seguito alla diffusione universitaria dei concetti, divenuti così di dominio pubblico.
Un fatto è certo: la presa emotiva di massa sposta l'attenzione su alcuni argomenti... Tende ad insinuare determinati concetti o posizioni da tutti emotivamente approvate o sentite, addirittura, di propria concezione: dunque questo tipo di controllo, se scientificamente applicato, produce precisi effetti. Tra gli effetti prodotti, sicuramente, l'abbassamento del ragionamento critico e riflessivo di fronte agli aventi.
In facebook "l'approccio emotivo" di interazione è stato asportato dal modello televisivo che, in questo senso, bombarda (tu frequentando molto poco il mezzo, ne sarai rimasta parzialmente immune, comunque colpita solo di riflesso). Ma ho notato ultimamente un'evoluzione positiva nei network... Con il tempo, la predisposizione naturale di facebook all'aggregazione e al confronto del pensiero (parlo di facebook perché è il più popolare network e quello che meglio conosco) ha creato alcuni anticorpi al sistema emotivo "imposto".
Esempio di sistema emotivo imposto è stato Monti premier: da tutti accolto a braccia aperte e tappeti rossi sull'onda di una crisi di proporzioni epiche, ad un centimetro dal baratro (così è stata presentata) e con mister B finalmente, dopo lunghissimi anni di attesa, tolto dai piedi... (vedremo poi che si è tolto solo da quel ruolo ma mantiene media e potere). Combinazione emotiva multipla vincente dal risultato pressocché scontato come "risposta" della massa... Eppure bisognava fermarsi a ragionare due minuti, e non è stato fatto se non da una manciata di persone...

Una precisazione: la mia non è un'invettiva contro l'emotività: chi scrive poesie lo è necessariamente, emotivo...

La pur lieve ripresa del pensiero, a guardar bene, somiglia molto a quel sussulto, da parte di una nicchia, poco prima dell'encefalogramma piatto...

Che fine abbiamo fatto? Cos'è la democrazia? Ci siamo dentro e qual'è il confine? Perché perseguiamo in un sistema economico distruttivo e diamo, per giunta, lo scettro di comando a chi lo propaganda?

La verità è che la mia generazione ha fallito, e sarà ricordata come quella che si è lasciata sopraffare da una manciata di lobbies economiche e religiose. E' quella che si lamenta in rete più che in piazza, che si indigna più che incazzarsi, quella incapace di interrogarsi o di porsi i giusti quesiti, incapace di sentire le storture dell'artifizio, disorientata nel distinguere il buono dal cattivo: e se non distingui più il bene dal male sei anche incapace di combatterlo.

Forse un certo tipo d'uomo, aduso all'esercizio del pensiero, alla reazione al sopruso, fa parte oramai del passato... Nuove generazioni sono nate sotto il segno di "uomini e donne" di Maria De Filippi: e anche questo segna una sorta d'estinzione.




venerdì 23 marzo 2012

Scacco matto alla Regina bianca (S. Perni)

                                                       
LA POSTA IN GIOCO 

RiformaMentis: La riforma della mente passa dalla comprensione del gioco che ci è proposto, o nel comprendere se ci è stato imposto... Comunque non dall'accettazione passiva.









SP: Abbiamo "mangiato" il cavaliere dal cavallo nero solo dopo esserci fatti sconquassare le fila, perdendo diversi pezzi. Il Re bianco riorganizza il gioco, per la controffensiva, schierando il suo primo alfiere. I pedoni sono quasi tutti compatti, meno uno... . A qualcuno non torna la strategia:

In dicembre, all'indomani della nomina a premier di Mario Monti, ero presente in Piazza del Popolo in Roma, per la manifestazione di protesta alle scelte appena calate giù dal bianco Re. Inizialmente mi ha sorpreso la composizione delle compagini presenti, molto meno il numero esiguo dei partecipanti. Erano rappresentanze di agricoltori, arrivati con tanto di trattore. Erano piccoli movimenti civili. Erano un gruppo di ragazzi al di fuori delle logiche del sistema. Nessun partito, nessun volto noto. C'era un Generale dei Carabinieri, dalla lunga militanza nei sindacati, che urlava, come gli altri, l'allerta: "attenzione, il gioco è truccato!; attenzione agli schieramenti in campo, non sono quello che credete siano!"
Volevo vedere in volto l'Italia che ha mangiato la foglia, tastare il polso allo stato di coscienza... Perché gli agricoltori? Perché sono quella parte del paese più lontana dalla logica capitalistica del nero neoliberismo. Loro, insieme ai pescatori:
Chi tocca con mano la terra ed il mare è colui che ha in sé i valori primari, incontaminati dalle logiche artefatte di un mondo globalizzato al pensiero unico, un mondo schiavo dell'economia oligarchica di uomini dall'anima come la pece. La cultura dell'uomo contadino non è universitaria di indirizzo tecnico-classico-moderno, ma ha avuto il supremo insegnamento alla fonte del sapere dalla natura: il campanello d'allarme è suonato per loro molto prima, avendo avuto la possibilità di vivere direttamente, sulla pelle, l'assurdità di un sistema artificiale. Il campanello è suonato tanto tempo prima di quello di chi, da quella fonte naturale, si è allontanato, rinchiuso nel comfort della propria casa riscaldata dalla televisione. Per alcuni il batacchio è stato sottratto per sempre: il loro sistema di allarme non li avvertirà mai più.
Pasolini, ancora una volta ha avuto ragione: la speranza risiede nel ritorno ad una civiltà vicina ai valori contadini: i più puri di cui ci possiamo dotare. E la speranza risiede poi nei pensatori, nei filosofi, nei poeti... proprio come Pasolini, che coltivano nel loro animo la sensibilità di quella cultura e se ne fanno portatori, distribuendola alla popolazione, dialogando con la popolazione, portando a compimento il loro più nobile e ultimo fine, anche dopo la morte.

Piazza del Popolo vuota, di quel freddo giorno dicembrino, è stata l'amara metafora di un popolo che se ne è rimasto incosciente nelle case a bersi le regole del gioco che gli venivano calate dall'alto: e così il (loro) gioco continua... :
Sì, perché la torre bianca (il PD) è in realtà il secondo cavallo nero (di Troia) infilato tra le nostre compagini, e schiere di pedoni bianchi si battono il petto per la bontà della sua posizione nello scacchiere, non accorgendosi dei suoi insoliti spostamenti ad "L", andando così esposti alle avanguardie dei pedoni e alfieri neri, che li dividono, li isolano, infine li mangiano senza possibilità di contromossa, inutilmente "difesi" dal pernicioso fare del primo bianco alfiere.


La partita si complica ad ogni passaggio, ed il pedone bianco, quell'unico pedone bianco grida: "la partita è truccata!!" Inascoltato... "Il cavaliere nero è stato sacrificato al solo scopo di portarci sotto scacco!" Ma i suoi non l'ascoltano, e cade l'altra bianca torre (i diritti dei lavoratori), altri pedoni si perdono sul campo insieme al secondo alfiere (le nostre risorse nazionali). Il giocatore nero ha buon gioco e ci depreda un pezzo dopo l'altro.

Ma noi abbiamo "cortine" fumogene negli occhi, litighiamo l'un l'altro, ci guardiamo con fare sospettoso. Certo, l'evasione è un problema, ma il tema non può essere affrontato in modo semplicistico! Bisogna ragionare, chiedersi come mai non possiamo scalare qualsiasi nostro acquisto e a chi conviene mantenere questo sistema... Soprattutto, perché viene posta ora la questione?? Ma no, la nebbia ci toglie la vista con falsi problemi, con realtà minori: e ci distrae, ci confonde, ci separa, ci allontana dalle persone amate... e tutto questo mentre la nave viene condotta consapevolmente contro gli scogli... Mentre si scava un traforo di violenza nelle nostre anime...

Bisogna buttare all'aria la scacchiera, ma da solo non può nulla, povero piccolo pedone bianco. Non può nemmeno invocare il suo Re, perché ha tradito, come la torre, come il primo alfiere: tutti figli neri sotto le spoglie di un sottile smalto bianco: tutti provenienti dalla stessa Troia.

A due mosse dalla fine della partita, il meschino grida la sua verità, la sua disperazione: "non c'è più nulla da fare, la Regina è persa!!!"

A chi è giunta la sua voce e non ha creduto, a chi ascoltando ci ha messo anche il solo beneficio del dubbio senza aver agito... a loro giungerà, infine, troppo tardi, la comprensione:
La Regina è la nostra sovranità, il nostro Paese...

Scacco matto alla Regina bianca...





(Il gioco - Umberto Verdirosi)




Fuori dal gioco:

Il movimento ad "L" nello scacchiere è proprio del cavallo (in questo caso quanto mai di Troia): questo a beneficio di chi non conosca i movimenti dei pezzi nel gioco degli scacchi. Monti il "primo alfiere bianco"? Napolitano il "Re"? Illazioni che non confermo né smentisco: ma non mi dite che non avete riconosciuto il cavaliere dal cavallo nero! Quel che è certo è che le "due mosse dalla fine della partita" possono essere identificate dall'attacco, grave e per certi versi insensato, all'articolo 18 che fa da cortina fumogena (e qui trova la sua sensatezza) ad una questione ancor più gravosa: il passaggio alle camere del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). L'approvazione del MES, opportunamente passato sotto silenzio, inserirà il  pareggio di bilancio in Costituzione e inciderà ancor più negativamente sulle nostre vite... Adieu Italia dei miei giorni passati.

Verrà un giorno in cui tutto questo sarà riscattato... e sarà un'altra partita.








P.S.: Per chi vuole approfondire la tela del maestro U. Verdirosi (qui il suo sito), ben altra partita è oggetto delle intenzioni dell'autore. Nessuno meglio di lui ve la può illustrare:





domenica 18 marzo 2012

TAV: treno ad alta violenza (S. Perni)


Una storia sbagliata 
RiformaMentis: La riforma delle menti cammina sulle gambe di quelle persone che l'hanno attuata diventando esempio di coerenza nei confronti di un sistema di valori per cui sono stati disposti anche a morire.

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone di alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere".  (Giovanni Falcone)

"Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri".  (Paolo Borsellino)

(Una storia sbagliata - F. De André - dedicata a Pierpaolo Pasolini)


RM: Questo Paese è all'altezza dei sacrifici di alcuni suoi figli?

SP: La TAV è un po' quell'argomento che riassume il Paese: il tema principe per la capacità di racchiudere gli opposti, non solo geografici, di una nazione. Dentro ci sono il nord ed il sud, l'Italia che appare e la sua effettiva realtà, il bene ed il male, la macchinazione e l'ingenuità, il sonno e la veglia. Dentro, fanno capolino persone comuni, politici di ieri e di oggi, lobby, imprese, pensionati, un tuo amico, la tua compagna, un figlio, un padre. Dentro vengono "tirate" due persone dello spessore di Falcone e Borsellino... Dentro c'è una parola: "alta velocità" che, come tante altre parole che ci sottopongono, sa di buono, di moderno, di irrinunciabile...
Dentro c'è la parola "alta velocità" che, sulla scia dello stravolgimento del significato della parola, si traduce esattamente nel suo opposto: il rallentamento del benessere di un Paese, o peggio, la sua regressione. Dentro c'è l'indifferenza tipica dell'habitat in cui prospera l'inganno. Dentro, infine, c'è tanta violenza: da quella fisica a quella psicologica, stratificata sotto vari livelli di realtà.

La parola TAV è emblematica per spiegare la percezione di un Paese che viaggia a due velocità. La prima velocità è quella concernente la nazione per come ci viene raccontata: civile, democratica, ligia alla Costituzione, ricca di bellezze naturali, ricca di buone intenzioni, proiettata speditamente verso il futuro. La seconda velocità è quella a cui effettivamente transita: in mano ad un oligarchia finanziaria che vìola la Costituzione; bellezze naturali sacrificate per il tornaconto; poche persone che difendono la loro terra e i diritti di tutti... senza essere ascoltati dai molti.

E' una storia di più di venti anni, di prima che l'Italia conoscesse il ciclone B; di prima del decadimento della morale, della corruzione sfacciata e quasi ostentata che ci hanno fatto passare per furbizia dell'uomo più capace.

Questa storia parte in Sicilia, a dispetto del fatto che la TAV non l'attraversi: la mafia mette le mani sugli appalti di cantieri che di lì a poco saranno aperti nel sud Italia (fonte magistrato Imposimato), con la connivenza dei partiti politici tutti (ad esclusione di Rifondazione comunista). Il controllore diviene, al contempo e nella più classica e squallida trama di questo paese, il controllato.
Il governo cede all'IRI ENI e FIAT l'affidamento dei lavori in cambio del 20% del costo totale dell'opera: questi lo sub-appaltano per una fetta di un ulteriore 20% a "note" imprese (sempre quelle), le quali in cambio della stessa percentuale lo affidano a imprese della camorra e mafia. In questo terzo passaggio si inseriscono Falcone e Borsellino, i quali mettono le mani sui dossier di carabinieri e polizia che comprovano il coinvolgimento della criminalità. Ma non erano queste associazioni criminali ad eseguire materialmente i lavori: questi venivano affidati "a cascata" ad imprese, fino ad arrivare al padroncino della più piccola ditta o cooperativa, che avrebbe poi eseguito i lavori, per il corrispettivo del 10% della torta di questa truffa a tangenti legalizzate.
Lorenzo Necci, deus ex machina della vicenda, nomina garante dei lavori dell'alta velocità Romano Prodi (presidente dell'IRI a cui erano stati affidati i lavori) e nomina un comitato controllore presieduto da Susanna Agnelli (FIAT, esecutrice dei lavori), con il compito di supervisionare la compatibilità dell'opera con il territorio.
Delle mazzette spartite nei vari livelli, da quello politico a quello criminale, ne parleranno, dopo che i fatti sono stati denunciati da alcuni magistrati, solo i media internazionali (ad esempio il Times e Le Monde). I media nazionali (Corriere della sera, ansa, La Stampa, solo per citarne alcuni), controllati dagli stessi che si spartivano le fette della torta, copriranno il tutto. Copriranno il tutto i governi che si succederanno, tutti ugualmente coinvolti nella "pappatoria". Falcone e Borsellino, la cui visibilità pubblica era, ad un anno del via della TAV, molto elevata, non intendevano mollare la presa sull'argomento: secondo alcuni sono morti anche per questo.

Questa è una storia che, come dicevo, parte dalla Sicilia. Costeggia la Calabria, i cui mari "ospitano" navi zeppe di materiale radioattivo affondate per mano della ndrangheta con il benestare, dicono alcuni, di uomini pagati dallo Stato (magari servirebbero posti meno esposti, come il ventre di una montagna ad esempio n.d.s.). Arriva in Campania, le cui ditte esecutrici dei lavori in odor di camorra pullulavano di avanzi di galera (per recuperarli, si dirà). Passa per il Lazio e la Toscana, con attentati dinamitardi per intimidire imprese che potevano dar fastidio a quelle che "dovevano" prendere i lavori... E va su fino in Val di Susa, dove uomini comuni fanno resistenza, ispirandosi a Peppino Impastato, per proteggere una valle. Uomini con mille ragioni dietro le spalle, esasperati dall'oblio cui vengono ridotti dal resto della penisola, esasperati di fronte a forze armate da governi che esprimono l'incondizionata necessità di raggiungere Parigi riducendo di un'ora i tempi di percorrenza e usano parole coperte dalla superficiale patina della sensatezza e della giustizia, quando invece, a ben vedere, si mostrano ridicole e infarcite di quella violenza che regola ogni fase della realizzazione di questa "grande opera":
"A chi protesta dico che questo Paese si stava staccando dall'Europa e perdendo posti di lavoro per i giovani. Vogliamo lasciare andare alla deriva il Paese, staccandolo dall'Europa? Sarà contrastata ogni forma di violenza''. (Mario Monti)

La TAV, dicevo, è una di quelle storie che rappresentano il Paese: di quelle che ci fanno interrogare sul chi siamo, quanto siamo consapevoli e chi si cela dietro la parola che, con enfasi spesso patriottica, chiamiamo Stato. Di quelle vicende che ti raccontano una favola di alta velocità e portano, nella realtà dei fatti, alta violenza... A noi che avremmo solo bisogno di ALTA CIVILTA' e viviamo, invece, solo un incubo italiano...


                     Incubo italiano.
          Ho fatto un sogno, ero una nuvola: 
Volavo leggera nell'aria, sospinta dal vento.
                              Giù in basso migliaia e migliaia 
Il sorriso di Giovanni e Paolo e un tricolore
                              che camminava nelle gambe con loro...

 Ho fatto un incubo, ero un ammasso di nubi nere
                               Giovanni e Paolo su per le stelle 
Il mio popolo tra la tv e l'indifferenza.
                             "Non siete Stato voi!!!" dicevo alla feccia. 
E davo uno sguardo al merdaio… celando la pioggia...

                                 (Da Scatti interiori di una rima - Stefano Perni)