C'erano una volta dei fratelli di una famiglia benestante che decisero di fondare un'azienda di Cattering. Assunsero un cuoco che preparava le frittate con le uova di somma qualità prelevate nascostamente dal pollaio di proprietà di un Agriturismo confinante, al quale Ristorante l'azienda di Cattering consegnava quotidianamente il prodotto finito. Presentando all'agriturismo (derubato delle uova) il conto delle frittate quotidiane. Preparate in realtà a costo zero, fatto salvo il fuoco il sale e lo stipendio del cuoco. Un giorno dopo l'altro l'amministratore dell'Agriturismo, spodestato della sovranità sulle proprie uova si trovò al segno indebitato con l'azienda di Cattering che non seppe più come uscire dal meccanismo a spirale. Per raggranellare di che pagare il debito e sopravvivere, l'amministratore truffato, inetto e incosciente, pensò dapprima di addebitare la truffa ai genitori delle uova, (vale a dire la politica del sacrificio), risparmiando quanto possibile il mangime che alimenta le famiglie del pollaio, i galli e le galline. Sapendo ottenere una vertiginosa diminuzione del prodotto interno, il calo di qualità delle sue uova e la fine delle galline meno robuste (le piccole e medie imprese sovratassate e respinte dagli aiuti bancari.
Pensò di rimediare sottoponendo le galline all'ascolto della musica di Mozart la quale, si narra, ipnotizzi le galline al punto di incrementare la produzione delle uova.
Fallito parzialmente l'esperimento (l'ipnosi mediatica), l'amministratore incosciente rivolse proprio all'agenzia di Cattering la preghiera di fornirgli un tecnico abile a trarlo fuori dai guai. Il quale tecnico (e lo staff) non si curarono affatto di rimettere in carne le galline deperite, né di sostituirle con altre più giovani e robuste, si limitarono a portare al mercato 30 delle 60mila uova prodotte in un mese dalle galline impoverite del cibo, con la speranza di trovare dei banchi di vendita disposti a fare posto alle uova dell'azienda. Pensarono il tecnico e i suoi colleghi, se abbiamo fortuna e troviamo chi sia disposto a investitore sulle nostre uova che valgono sempre meno, salviamo le altre 30mila. Se abbiamo sfortuna e non troviamo chi investa o investa solo parzialmente su delle uova di scarso valore, andiamo in bancarotta e ci troviamo costretti a svendere le galline e l'Azienda agrituristica indebitata.
Semplice e geniale!
Le Grecia è stata svenduta, la vendita del Portogallo è in trattativa, a quando la vendita dell'Italia?
Gentilmente ditemelo così mi preparo alla fuga.
Isabella Consoli
