lunedì 2 luglio 2012

LA GAIA INCOSCIENZA

di Isabella Consoli



L'arena è deserta. 
L’Italia calcistica è in rotta, scrivo a proposito dei giochi sono fatti, non si torna indietro, rien ne va plus. L’Italia è impallata, ora possano disfarsi gli Ispano-Italici per la garbata cura dei commissari tecnici, il pensiero gentile di offrirli democraticamente all’estrema libertà di liquidarsi di loro lingua testa e piede. E tra di loro, beninsteso. Eutanasia di due nazioni, il monito che secondo Krugman premio Nobel (e coloro che conservano frattaglie di cervello) prende i colori azzurri dell’Europa Unita dalle Stelle numerate al 12. La Donna vestita di Sole con la corona di dodici stelle che urla i dolori del parto: l’Europa sta sgravando dal suo ventre la soluzione finale: il disastroso non senso economico. Krugman accusatore propone cifre e dati, come ovvio la protesta di un crimine pretenda prove circostanziate. Secondo prove indiziarie d’aria e parole in Italia si montano i processi contro i cattolici, contro gli intellettuali, contro i pensatori! 
In generale contro gli ultimi uomini di fede. 
Perché no, anche s’infervorano i Social, il giardino dell’informar parlando e guai chi contrappunta, il prato fiorito dove e quando inforcare la toga del magistrato non preveda lo studio della giurisprudenza e l’applicazione della giustizia, contenti e sazi delle qualche paginette battute all’incanto da gloriose tastiere iperidisinformanti e scia di eredi a migliaia di "Mi piace". 
Pur di mandare al patibolo 3000 anni di civiltà fede e somma cultura (e coloro che sciagurati ancora ci credono e la incarnano) si sopprimono i congiuntivi, si ghigliottinano gli accenti sui dà, li si raccoglie dalla monnezza per piazzarli sul fa, infine si occulta la prova regina del crimine (l’ignoranza), eccezion fatta i premi Nobel e coloro come me come voi lettori come i filosofi, come la mia vicina di casa di settant’anni. Un altro caso irrisolto, nondimeno la coinquilina del vicolo ha trovato l’ultima espressione del pessimismo moderno, una espressione più antica e robusta di quante non ne abbia trovate in giro. 
Signora bella tocca fasse il segno della Croce per campare il mese
Superiore saggezza umbra.
  
Provavo un senso di vergogna mista a compassione all'ora, le Venti e Trenta per la precisione, allora che il nocchiero della livida - di probabile sconfitta - penisola non cantava l'Inno Nazionale, limitandosi di tanto in tanto a dare aria a una sillaba, che volete fare sono una rompipalle e quando pianto gli occhi non li schiodo di un fotogramma. Coup de Theatre del primo tempo, anche l'ultimo, ma in NWO due pesano come uno e uno come tre. Già sentita questa ma non vi rivelo la fonte. 
  E sia, al Premier non garba l’Inno di Mameli, non gliene faccio un torto, è inascoltabile ridicolo demodé con punte e ali del peggiore Gabriele delle rocce ventennali, mi perdoni il Vate Divino. Quanto a Mazzini, indegno satanista e mafioso sputo sul sacro marmo del giovane italiano, altroché giovane, modernissimo, sempre all’ultima moda

  Insomma è il solo Inno che abbiamo da cantare, Va Pensiero censurato, troppo dimesso. Da Viva Verdi a Viva Monti, allora canta Monti sugli spalti, macchè! Così mi viene il sospetto che sia diventato leghista la notte precedente oltre che omosessuale, il sabato sera è degli omosessuali, hanno la doppia opzione per fare serata. Insomma telefono al Trota che è sempre disponibile, scusami gioia non è che tuo Papà e il Monti se la stiano facendo un po’ troppo d’appressing? Macchè, il Senatur è al mare e nemmeno il mar Morto.

  Non lo cappiamo, con due p, finchè non lo capiamo, con una p. Tutto l’atteggiamento Monti contro Italia emerse la notte della disfida Spagna contro Italia, ovvero due sfighe in sfida che cantavano l’Inno a gola spiegata (Buffon a occhi chiusi, amore di mamma) come si canta il Te Deum, mentre l’aringa in piedi a prendere per i fondelli erbosi tutti quanti, comunque chapeau all’onestà e la coerenza, oggi mi impegno seriamente nella caccia all’Inno della Trilateral Commission, a ogni stato il suo Inno, stato non intende solo nazione, ma condizione passata e immobile,  ciò che stato è stato, intende uno stato delle cose, così è se vi pare. E pure se non vi pare, a maggior gloria della democrazia
Insomma Monti non ha cantato perché è stonato! Vale a dire poco intonato alla democrazia. Il suo Gran Maestro di teoria e Solfeggio me lo ha sussurrato all’orecchio, non sa fare un dettato in do maggiore, ma quant’è bravo a prendere e diminuire alla settima, Napoletana, of course!
Ma come non esulta il Sobrio? Non è stato appunto con ciò, col nostro calcio, che abbiamo fatto un passo avanti nell’oblio della condizione in quale versiamo migliaia di uomini e donne (magari milioni che ne so), lo stato di non diritto alla vita e al lavoro? Recentemente dichiarato un guadagno dalla ministra delle due bocche, una che sfiata da dritta, una dal retto. E abbiamo fatto  un passo avanti nel pessimismo, nel dispregio dell’esistenza da noi conoscibile.
Mi perdoni Nietzsche la parafrasi, ma il suo il parlare eterno che all’oggi come l’ieri si rivolge, i Greci e i Cristiani sostengono la rivelazione appare una volta, per questo è per sempre.. ho perso il filo.. di cosa straparlavo?
Siamo seduti sopra una contraddizione insana, insomma abbiamo le terga sopra una bomba innescata, e siccome vi custodiamo gli scarti della ragione, nel didietro, siamo a rischio globale, come conviene ai tempi della globalizzazione la quale, scrivo in un testo che non mi riesce di finire per colpa di Caron dimonio, la quale appiattisce il globo che ha mantenuto gran tempo la forma della palla. Povero Colombo, se tornasse per mare arriverebbe sparato a Wall Street non perchè la terra sia ancora rotonda, ma perché l’America non si è ancora tolta dalle palle e te la ritrovi ovunque le quattro dimensioni e la quinta, nel portafoglio al verde. E compra e vende come le pare, Stati, nazioni, banche, buon senso. Soldi di cartastraccia, Premier di cartapesta, Democrazie di cartone, Inni nazionali, uomini, ideali, fedi, feti abortiti.
Vende le nostre ultime venerazioni, l’Inno la somma di tutte le venerazioni, per amore del quale (forse) sopportammo di vivere e di sacrificarci. Il sospetto implacabile, ma che dico la certezza radicale che non valga più un centesimo a Wall Street, carta straccia i titoli nazionali, Fratelli di Loggia in testa, tiene noi Europei e sempre più duramente e sempre più radicalmente, e sempre più ridicolmente, in balia di coloro liquidatori, ma non solo (a questo punto il filosofo raggiunge le vette della profezia) ci accomoda sopra la sedia dell’Aut-Aut
O cancellate le vostre venerazioni oppure Voi Stessi (la Gaia Scienza, paragrafo 346)

Il Nichilismo è alle porte degli Stadi? Si domanda Nietzsche.. il nichilismo è in porta, quando si degna di segnare una rete..
Questa la nostra disgrazia.

Chi se ne frega se Monti non canta l’Inno, siamo troppo vecchi per assegnare un valore al simbolo, il silenzio montiano sotto gli occhi di tutti simbolico della globalizzazione della morale la verità la giustizia in un solo, unico tacere, sopraffatte le tre fedi dalla fame del domani. Quando l’oggi è il giorno della fede nelle nostre moralità. L’anelito alla certezza, a volere possedere saldamente il giorno dopo, ci smemora del giorno prima del giorno dopo, oggi, allora che viene commesso il reato di lesa democrazia sotto gli occhi edipici. Vale a dire: il credere nel non credere – non ci posso credere, dunque non ci voglio credere, come dire oltre quel muro non vedo, pertanto dietro quel muro non c’è nulla.



In verità dietro quel muro c’è un cartellone, la radiografia della spaventosa cecità dell’eurovolontà, accecata dalla cintura a punte scientiste (si nun tocco nun credo). Esodata la metafisica, vale a dire la cellula del sacro, partita la vista, i due occhi, e la vita, il terzo occhio.
Così chi si compiace l’Europa alla buon ora si sia sbarazzata della fede, conferma il falso. Edipo era un credente nella giustizia, un vero appassionato del suo popolo, piangeva quando la sua gente piangeva, andava alle partite quando giocava, soffriva quando soffriva, si sacrificava quando la sacrificava, precisamente come Monti. Impegnati, Popolo e Premier a sacrificare l’ascendente (la dignità di essere Italiani liberi e autosufficienti) non si accorsero che la Madre di tutte le Logge li aveva scopati da gran tempo.
Come dire..messo in rete ;-)) 
Gio Casta insaziabile







Nessun commento:

Posta un commento

Rilascia un commento e, per cortesia, firmati ;-)