mercoledì 2 maggio 2012

MA NON C’E’ NIENTE DA RIDERE


Tratto dalle "Storie di Stasndardistan" di Isabella Consoli  http://riformamentis.blogspot.it/2012/04/quando-si-cade-fuori-della-campana.html?spref=fb

Anno 22° del Nuovo Ordine Mondiale. Lettera di una futura Dogmatica a una trapassata Democratica.


Bisogna riconoscere che ogni contratto sociale discese dal fantastico. Fino al Nuovo Ordine il real giardino terrestre non fu che la colonia dell’ideale e suoi incalcolabili crimini. Ora, nel rigore scientifico mediatore delle coscienze, gli incantamenti più non trovando luogo, le anime ricreate rinunciano di buon grado a riprodurli.
 Siate stabili per essere ricreatori ovunque affisso per Standardistan .. come dirci dottori.. forse che in Italia dottori, non l’eravate tutti? perciò, signori siamo detti di fronte l’ordine supremo:  mondi d’alterazioni.
In verità, le genti visionarie che dal far del giorno  al suo calare infestano gli uffici pubblici di lamentele e insensate dispute .. ora espongo il mio parere con molta cautela.. vengono ad alterarsi per riflesso.. il sistema dice per bisogno.. insomma si gettano feroci contro gli incaricati di risolvere le loro contese di dozzina, io stessa che le scrivo. Vittima di costoro dalle luci del mattino, m’è così ingrato salutare il sole, che gli darei la buonanotte tutto il giorno
Cose lasciate accadere solo nelle segreterie del Ministero del Giudizio della colonia Italia
Prima di ridere, signora, bisogna conoscere i fatti, non c’è da ridere, c’è da ammattire!
Mi lasci dire un'altra cosa e poi basta. Prendiamo in considerazione la nostra parola d’accesso alla ri-creazione, la Stabilità. Secondo la dogmatica Standardistana la stabilizzazione è il processo per cui l’uomo si riconosce materia nella materia opaca. Irriflessiva dei mutamenti incontrollabili d’arcane inquietudini e fantasie perverse. Prima della stabilizzazione si contemplava l’uomo origine e creditore della ricchezza.. poverello, erano tutte fissazioni. Per salvarlo dalla riflessione, venne il dogma del debito a riportarlo nella certezza del minuto..si sa..l’uomo non esprime il positivo dalle amplitudini degli spazi regi. L'immaginario e le sue rischio-ricchissime derivate sono state una incantevole possibilità, una scommessa perduta, pertanto non devono più riguardarci in alcun modo. L’uomo ha da esser nella media condizione.
La stazione virtuosa.
Non impallidisca signora morta.. va bene la memoria d’uomo cambia temperatura come il sentimento.. almeno da fredda riconosca senza meraviglia che vi contemplaste visionari quando eravate altro, non solo voi italici, ma anche milioni di altri già erano altro, ci pensi bene. La verità è questa, se l'uomo pre-stabilizzato di minuto in minuto è un altro, altrettanto il suo prodotto. Voi.. democratici in persona predicaste  l’alienaz.. che dico.. la liberazione dell’uomo dalla propria  Costituzione… spirituale e pubblica.. al solo scopo di restituirgli la felicità medioperfetta e stabile della graziosa età puerile.
Il disordine già.. rifletteva l'Ordine, la virtuosa condizione.
Stando così le cose, l’espressione della pace puramente dipendendo dal primato della Stasi sull’immaginazione, rimane inspiegabile dimostrare la ragione.. per cui.. ancora oggi le nostre segreterie affollate delle denuncie proteste e lamentele meno ragionevoli, raggiungano a mezzogiorno  il colmo della misura della crisi. Qualcuno osserverà scientificamente  gli umani producono calore, rispondo è vero, ma vi par ragione necessaria e sufficiente al marito che iersera non ha..compiuto le operazioni previste.. dalla statistica di coppia, esigo vengano tolti 2 punti di stabilità? Il bambino piange oltre il consentito è colpa di mia moglie che non lo sa calmare, la denuncio per 7 punti, mio figlio adolescente pensa troppo poco alle ragazze per colpa del professore di lettura e scrittura che l’affardella d’inquietudini sulla ricerca del sé, pretendo la rimozione per 9 punti di sovversione e la ristabilizzazione forzata del professore! Mi vien di etichettare un futile motivo la storia della nonna che ha spalmato la marmellata di ribes sgradita al nipotino il quale la denuncia al ministero del Debito come manipolatrice di contante al mercato nero del corrente. Di questo passo nessuno sarebbe più al sicuro..se queste non fossero che le storie d’ogni giorno composte delle petulanze e i brandelli di quelle viltà infantili, che nulla sanno riguardo la coscienza. Come dirle.. i riflessi prevedibili della pochezza umana! Nondimeno, perché debba spettare alle avanguardie ministeriali del Giudizio l’incombenza di scioglierle in buonumore, davvero non mi capacito! Roba da.. meglio star zitta. 

Or senta il caso avvenuto di fresco di due che litigando una mattina mi capitano davanti la tazzina del caffè, uno strillando come un pazzo, ti consegno alle forze dell’Equilibrio mentale, l’altro sibilando come una serpe, ti denuncio alle forze del Debito!
Deve sapere che nello Stupidist.. nelle Provincie di Standardistan, il Debito è onore che spetta ai giusti. Non venne la storia rifondata e alfin stabilizzata per Grazia e Virtù del Debito? Il debito è la mediana della salvezza.. vede, per farle un esempio comunissimo, la nuova giustizia prevede che il coniuge rimasto solo per vedovanza o abbandono, perda, con dolore, anche  il debito del coniuge reo di morte oppur del tradimento. Ma, dal momento che il debito è inestinguibile..spetta ai figli ereditare (alla maggiore età) il debito del genitore distratto o deceduto! Previsto da Statistica il mezzo efficace per mantenere la pubblica morale, custodire in buona salute i cittadini, preservare la monade-famiglia! Gli uomini sono sanamente uniti al centro del Debito…il quale viene cancellato con onore soltanto a fronte l’estinzione fiscale e biologica della casata, al completo. 
Questo il punto di convergenza della mia storia.. ma che ne sa di convergenza, lei defunta abitante delle democrazie variabili? Invece dei due litiganti davanti la tazzina del mio caffè.. che ne so.. a quale dei due assegnare la ragione, a quale la sragione? Se le simulassero? Potrebbe essere.. mah, la statistica non considera la variabile della simulazione della sragione..sotto la Campana uno è sano, se non lo è sta fuori. Se simula di esserlo, come si dice lo fa apposta, come faccio a dirlo insano? Quand’uno è sano ha la ragione..sia pur di non averla reciti.. ma straparlo.. a Standardistan non si prevedono i simulatori, esistono le simulazioni, spiego a lei che è morta.. utili a  elaborare le statisiche. Ma veniamo al fatto..
Da un mese alle otto del mattino entrano due uomini, uno anziano e uno giovane. Si chiamano padre e figlio, ma non so vedere la somiglianza, il padre brutto come la rabbia, occhi da rapace, la boccona storta, due sfregi nelle guance che ricordano i tagli del coltello, la testa di ferro pianatata a martellate sul busto secco, ritorto che a malapena si sorregge sulle gambe. Tira a ogni movimento un fiato umido ch’erutta tutt’in giro..si mesce al sudore.. gli scendono rivoletti acidi dalle guance cave, non mi faccia dir l’orrore. Parla e parla, non tace nemmeno quando schiuma - possiede un’illimitata riserva di saliva in bocca - parla e schiuma, afferra le carte brusco, parla e le getta sulla scrivania, “legga il certificato del mio secondo matrimonio, vede, vede? Se sono sposato con una non posso essere ancora sposato con l’altra, è ovvio non crede? Questo non le suggerisce che la prima è morta? Non me ne vado finché..” e riprende le sue carte, le ciancica, me le mette in mano.. parla e me le strappa, le raccoglie, le solleva, le scuote, le gonfia, le arrotola, le spiana, le rigetta sulla scrivania.. a ciclo continuo, “La  legga un po’ qui, ma dov’è che legge, ma dove la legge, ecco brava, legga, legga, legga in alto, che io vi denuncio attutti!
Ora di questa volgarità naturalissima in lui, il figlio pare non avere ereditato cellula, così a modo, remissivo nei gesti, malinconico il fisico, l’occhiata flaccida dall’ovoidale grassottello. Le cellule vocali… quelle narrano l’acido paterno! Parla fino, sillabando sibili, per carità, ma non s’azzitta un batter di palpebra sugli occhi tondi! "È vi-va-è- vi-va- la-mam-ma", non lascia saettar due volte al minuto, indica il padre levando il dito, "la tiene sequestrata.. non sono mica scemo.. la nasconde l’impunito.. la fa passare per la serva dell’amica, la imbottisce di contreccitanti fuori della misura, comprati in gran segreto allo psicomercato nero dell’inquieto! Non-so-no-mica-sce-mo." Sventola le sue carte, "ho le prove che è viva, leg-ga-leg-ga, non li vede i pensierini, non sono queste delle prove?" E riprende fiato e carte, li sbatte in faccia al padre, il padre si ripara con le propre, volano mani fogli sibili sputi in un duello all’ultimo fiato e certe parole grosse…
E’ la mia seconda moglie, spruzza il vecchio dal tono feroce
Non è la tua signora la laida invadente, è.. è..  la svuota ansia, il tuo portabriciole!
Meglio di quell’acquasantiera di tua madre! Previsione Sacrificio Stabilità! Si fa il segno della croce..

  Così da mane a sera e oltre, l’altro giorno si vanno a nascondere nel bagno. Ritornano a porte chiuse, degli uffici voglio dire, insomma ricominciano dal principio la bagarre fino a che, prima di perdere cena e cervello, faccio appello alle forze della Stabilità, che li ramazza via a sirene spiegate! Non me li viene a riconsegnare il giorno appresso? Teneteveli, non li sopportiamo, parlano frenetici senza comunicare, ci stressano e gli altri prigionieri, non son previsti ordini per un caso come questo, non sappiam che fare!
Mi prende un singulto a pena divertito a udire la parola cancellata..incomunicabilità.. da chi provvede controllarne la cancellazione, poi..poi come sia a dire: teneteveli? Inventate qualcosa, m’esce spontaneo di bocca. “Come ha detto?” mi guarda l'Appuntato con certo far sospetto.. non ricorda che il cimento e l’invenzione son vietati dalla legge? Non spetta a noi pensare.. 
    Mi devo sostenere, cerco un appoggio mentre cammino a gambero in cerca di una fuga dal paradosso,  inciampo nella grande pianta alle mie spalle, una Kenzia di taglia colossale, per trattenermi afferro qualche foglia. Non mi crederà.. ingialliscono d’un colpo. Dico, tre foglie ingiallite! Statistica non prevede che una pianta sana e nutrita ingiallisca tre foglie in un colpo… è fuori da ogni previsione, una spiegazione migliore dell’instabilità non la posso dare, l’instabilità fa ingiallire le foglie delle piante!
  Le piante vanno lasciate in pace e gli animali che avvicinano alla quiete, come le mamme morte, povero orfanello, dico al riverso sulla poltrona sotto i pugni levati del padre, insano ti ho partotiro, scemo e insano... 
Tu non hai partorito, sibila l'orfanello, i figli nascono dalle mamme, quella che tieni sotto sequestro, la tiene sequestrata capisce signora… non me la vuole far vedere..ha paura .. lo so io che ha paura, non sono mica scemo, ha paura di venire arrestato dalla polizia del Debito!
Perché non gliela fa vedere? azzardo nell’intervallo della deglutizione
Ma perché l’è morta la sua madre.. l’è morta quando l’ho mandato a studiare fuori dipartimento, alla Scuola Normale di avviamento all’opera.. sa la Trinità quanto mi costa, e anch’io lo so.. ch’è fuori corso…
Sono il primo del Corso. 
Il primo Corso da tre anni! sibila il padre invelenendo il tono come l'animo..colorato al veleno? da che lo si ricava il color veleno? Il torto, la ragione, la sospensione? Strugge i lineamenti come i nove malanni, perfino della compassione verso uno sciocco è impietoso, quanto lo sciocco impietoso della ragione velenosa..
Naturalmente mi nasce il sospetto che la sragione sospenda la ragione, in questa atmosfera di colorita insicurezza anche la pianta ha ingiallito tre foglie, il volto del Maresciallo ha scelto i gialli rappresi nel verde limone, il gatto marrone riposa sul cuscino d'una tinta sospesa tra l'ocra e il pisello di cui sempre ha diffidato
Basta. Bisogna prendere la situazione al centro! Dunque, ricominciamo dalla povera.. ma come darle definizione? Cerco in me l’azione propria al punto medio tra Vita e Morte, locata a mezzo.. ve4diamo.. disperdere, sopravvivere, sottovivere, soggiacere, estinguere, vanire.. così cercando mi sorprendo compitare i verbi tenuti sovversivi al par delle variabili impreviste.. e pure  e pure.. site al mezzo.. al tempo stesso.. proiezioni inquietanti del fantastico..
Non è dato a me capire, sono un organo sano del sistema, l’organo sano non conosce il proprio scopo, avete voi sentito lamentare un organo sano? Si contenta di  fare il suo dovere, nel dovere è la salute.

   Vero è .. è… svanita, decido infine. Il Sistema Elettronico Centrale informa che le telecamere non ne diano notizie da tre anni. Dunque, in giro da tempo non si vede, ma la cifra-persona non è dichiarata estinta, i movimenti bancari sono colorati in giallo, cioè attivi.. ricevono lo stipendio mensile..mancando gli ordini supremi di sospensione.
Qui non se ne esce..
Si mesce in testa un sospetto che il padre o il figlio stiano sfruttando lo strano caso che è loro toccato, almeno uno è stato aiutato dalla presunta morta ad arricchirsi e ha aiutato l’altro a tirare avanti negli studi fino a.. leggo, 25 anni! Da non credere.. ancora, a venticinque anni ciondolar senz’arte né cifra né assegnazione del debito. Sappia, l’onore del debito spetta soltanto a chi lavora, non pagarlo è la necessaria privazione che spetta agli studiosi figli degli alloggiati ai vertici.
La Giustizia innanzi tutto macino a svantaggio del sospetto che m’inquieta.. certo, una complicità migliore quei due non se la potevano dare! Anche la Testa del Sistema informa che la signora c’è..e non c’è. Impressione d’impreciso, se tuttavia l’imprime il sistema che non sbaglia, non è previsto errore nel Sistema, allora.. la stabilità e la pazzia, la verità e la simulazione s’ingarbugliano in una sola..reale.. condizione!
Affermano con ciò un modo diverso di vedere dalla scienza. Impossibile! Nello Standardistan teniamo al pari di un non senso l’amicizia tra precisione e imprecisione.. realtà e visione, sto impazzendo… eppure qualcosa.. nel Sistema.. non funziona.. Oddio bestemmio, cosa dico O Dio.. siamo ovunque intercettabili..Il sistema è perfetto, Dio non esiste e io sono l’inetta. D’istinto getto lo sguardo al muro dove incisa la Monade trinitaria, Previsione, Sacrificio, Stabilità, la fisso così intensamente che mi sento la fissata, ebbra di vergogna chino gli occhi per nasconderla, mi ricompongo nella calma, mi liscio la sottana.. rimetto gli occhi alla parete, li mando a vagare lungo il muro per i ritratti appesi come non li avessi mai veduti, raramente guardiamo con diletto ciò che stabilmente accompagna i nostri giorni. Ora li scruto per calmarmi, perché al pensare il mio sospetto che nel Sistema qualcosa possa non funzionare mi sento ingiallire di inquietudine, arrossire d’incertezza, impallidire come il figlio strappato alla sua mamma…una grande paura di me stessa, di non saper che fare, chiedo consiglio a i ritratti. Così per un istinto. In fondo sono i Grandi Padri che hanno avviato Standardistan e la sua storia, dalla preistoria e i suoi uomini, i profeti che cambiarono il Corso del Denaro, i Liquidatori che accellerarono il moto dell’instabilità economica e smisurarono il debito dei popoli Europei con la geniale trovata del debito insanabile, stabilizzarono al Verde le masse e  i lor bilanci e le Costituzioni.. fino a consegnare milioni di Correnti alle Banche Madri, quelle Centrali. Ed esse, maternamente si presero cura dei superstiti.. i viventi a mezzo tra vita e morte.. che dico che dico.. eppure andò così..  li censirono, sollevarono amorevolmente,  guarirono le loro piaghe, dettero loro da mangiare, li liberarono dai demoni dell’instabilità, l’immaginazione, il furor del rischio. Straparlo, divago, torniamo ai fatti, non s’ha da parlare in maniera astratta, è detto l’astrazione fa male alla salute, un bene liberarcene. Si dice di quello che c’è, oggettivo qual è, l’astratto ingigantisce ogni sciocchezza, fa sembrare la minuzia affare di meditazione, il mondo lo conosciamo, fatto di di vermi, rettili e  persone ma tutti con i piedi saldati alla terra per causa della gravità che riattira la proiezione verso il basso e richiude la Campana.. sulle teste

   Gran testa di cavolo, mi sorprende il rantolo del padre avvinghiato al figlio, come il pugile all’avversario, fo di dividerli, mi getto nello scontro dell’è morta l’è viva, mi affanno tra il vero e non è vero, perché mi dico in questa rappresentazione insensata dei contrari, cader nel centro a me è toccato? Mi sento sbattuta da una parola all’altra come un pendolo, né  so riconoscere quale dei due sia il capace di intendere e quale di volere, ma certo, non sono una scienziata, gli scienziati capiscono le cose perché le sperimentano,  per tanto io che di Statistica non capisco nulla, la so buona e giusta e tanto basta, ecco…sono ignorante a ricomporre la questione.  Quelli non si stancano d'insultarsi, anch’io sono stanca, ma lasciare a mezzo.. non si può.

   Le guerre tra gli uomini nascono quando non esistono le ragioni. Degli uomini e della guerra. Nascono quando i sofismi stanno alla ragione della contesa come l’instabilità alla ragion dell’uomo, oh Dogmatica liberatrice. Se la mia inquietudine dipende da due ragioni irragionevoli che contendono per una ragione irragionevole, ha senso pensare al pari folli padre e figlio, parimenti simulatori, né penso una cattiva azione mandarli in rieducazione, come i colleghi avvedutamente consigliano
Ma..della sorte della signora moglie e madre, quale informativa di sua terminal vicenda immetto nell’Elaboratore centrale: è scomparsa, è morta? Non concedendosi l’Errore, l’Elaboratore non lo concede, guai a coloro che Hardiskan contraffare informazioni!
L’enorme prevalenza del Rischio in tal vicenda mi incontra impreparata, non conosco il rischio, lo tengo quale si tiene il primo nemico, come la legge impone e graziosa e attenta provvede a farci il vuoto.. che dico.. il semplice, il morbido, il medio intorno.
Che cosa accolgo oggi come il medio partito, che cosa devo fare, diventare estranea a me stessa e Rischiare? Io Decidere, io dividere il vero dal non vero, il sano dal non sano,  come dalla pula si divide il grano? Forse potrà anche darsi che ci veda chiaro, vien meno nondimeno la venerabile certezza, l’adamantino amabile che il senso a me conduce..nè so innalzarmi al di sopra del pensiero di cadere in errore, di male interpretare e disobbedire all’Elaboratore. Non esiste nel mio cuore una tale possibilità..dubitare..  Cerco il chiaro nel sudario notturno, come nei ritratti quando la polvere li vela. E i volti dimenticati..
Esiste verosimilmente nella curva la zona remota? Lontana, siderale.. ove la realtà si conclude nei.. dei .. suoi.. contrari, l’opposizioni colorite, innalzate al di sopra della media della quiete? Ma ridotta la facoltà dell’uomo, centro e al centro del reale, perduta la speranza di leggere i contrari, perché smarrita la quinta dimensione, in Medio Campana Stat Virtus, ovunque per Standardistan è reclamato… ma tirando il fiato e la somma del ragionamento  se così l’uomo che sta dentro..è.. è.. fuori del sentimento. È lo strumento dello strumento.. com’io sono. Battuta tra due voci.. vado sonando..sonata!
Idea curiosa e ingrata!
Mi prendon le fantasie insane (non lo dica a nessuno). Non lo dite a Stabilità. Quasi una fantasia, un esiguo tratto in salita o.. in precipizio sulla strada piana e grata e serena dell’obbedienza incondizionata.. mi riscuoto mi rivolgo al padre, nel tentativo estremo di strappargli il vero di bocca, lei afferma che sua moglie è morta da tre anni.. le sue ceneri, come si conviene, sparse nel cemento..mi faccia leggere.. nel cantiere di .. ma non si legge..ci son delle macchie sulla parola, mi faccia controllare nel sistema..come possibile non se ne trovi traccia?
Vede bene..la morte non è stata .. ehm.. ancora.. denunciata al Sistema Centrale! azzarda il padre
Lo vedo bene, ma lo sa che.. non si posson falsificare pensieri parole opere? E produrre omissioni?
Certo che si può, dal momento che l’ho fatto, 
Non si può fare perché non si deve fare
Si può fare quello che si vuole, è quel che non si vuole che non si deve fare
Sta..rovesciando i principi della previsione.. il principio principale consiste nel non mettere in discussione il principio principale! La Monade prevede l’obbedienza senza far domande e discussioni! L’uomo è sereno quando non ha dubbi, per questo le leggi vengono elaborate dalla statistica, per non turbare di chiaroscuri la mente umana, come la pianta e l’animale, un buon popolo deve stare alla luce
Perpetua!  Legge e luce me la fo da me, sbraita il padre impaziente
Oh, estasi della notte stellata.. chissà perché mi salta in mente
Tenendo all'oscuro la mamma per derubarla, conclude il figliolo
Potrebbe avere ragione il figlio quando dice il padre spregiatore della vita di sua moglie per trarne beneficio.. dunque il matto è il padre, ché non  si rende conto del rischio che corre a tenere nascosto al Sistema….ferma sulla parola mi rendo conto di avere di nuovo pronunciato la formula eretica. Il fattore rischio!  Ho di fronte  il  fattore..nelle sembianze di un torvo.. in Standardistan.. il rischiofattore è il diavolo. Qualcuno mi ascolti mi vien di gridare, aiuto c’è una variabile di rischio che mi tiene in ostaggio.. poi rallento il battito del cuore, mi sento mancare. Prima di svenire ho il tempo di sentirmi sorreggere dal rischio in persona e come mi serra e mi accarezza, come si permette?
Il figlio dice l’ha sempre in aria! La testa? Risponde macchè, quando affondo nel mare della tranquillità.
   L’enorme prevalenza del sonno sulla veglia, possiam anche dormire da svegli, impossibile il rovescio, la veglia nel sonno risponde al sogno, è noto si sogni anche ad occhi aperti, conferma quante volte al giorno l’uomo abbandoni la Terra e s’imbarchi per la Luna, lasciandosi alle spalle le inaccettabili controversie con il reale che nulla hanno a che fare con il sacro compito del vivere… ma quale sia non lo capisco. Le antiche scienze asserivano sinonimi o pressoché il vivere e il ricercare -  il vivere corrisponderebbe alla ricerca dell’essere -  comprovando puramente che il ricercator dell’essere s’affranga sulle scogliere del malessere. Le nuove scienze, pietosamente stabilizzando, dimostrano con successo il vivere la ricerca del benessere. Pertanto non arrivo a spiegarmi il mio rinvenire alla luce.. come il viaggio di ritorno dalla Luna e quanto avvilente l’atterraggio sulla terra sventolato il volto dai figlietti del giovanotto e infastidito dai colpetti sulle guance del padre. Su su su si riprenda.
Vede signora, ancora lunga sul tappeto mi riassale la voce insulsa, vede sui foglietti la lettera di mamma bella? La legge la legge la lettera della mamma? E la data, guardi la data, è dello scorso anno, quando quello lì dice che è già morta da due.
Ma che ne sa lei se non l’hai scritta tu, imbroglione. Io presento gli atti di matrimonio, tu delle parole battute da una tastiera..
  L’avete messa in sonno la donna, alzo d’impeto il corpo e la voce, come provate a instupidirmi! Mi coltivate in petto il sospetto e l’incertezza e… il divertimento, mi fate uscire dalla legge come le siete fuori! Fate lega, sì, siete una lega, una lega di..di ladri e imbroglioni! 
   Insegnano i rieducatori la santa pace è contagiosa, lo sia la guerra santa. A me rivolgo il dovere di capire sino in fondo il gioco.. lo ritengo grave e programmato solo..non ne ne afferro il verso  il senso e il lato
Se conviene a uno non giova all’altro.. ma codesti sono gli estremi del disegno, la Campana dice di guardare nel mezzo..  nel medio sta la comune convenienza... intuisco.. la lite confonde la mascalzonata di non avere denunciato la  morte della donna alla centrale per arricchire qualche annetto alle spalle del sistema.. e fare ammattire chi per liquidarli alfine, ci metta una pezza e così sia. Se invece sospesa la realtà sopra una ragione diversa, ulteriore al materiale, che so.. un maldestro tentativo di sabotare il sistema.. di confermarlo difettoso.. di ridar temperamento all’atonalità della tecnica e sfatare il nuovo mito dell’armonia senza contrari..
Mi ribello, quanto di sacro possiedo al mondo voi disperdete con i vostri complotti, non è un’azione più vile .. derubare due volte.. la morta della fiducia, la viva  della legge ..  per un pugno di libertà in più…che non vi seguirà nell’anonimato sociale dov’io signori vi sbatto e di carriera, già che altro non meritate!
Ma lo dico ridendo..mi si è acceso in petto, oscuro un focoso brillante mendace divertimento, forse mi dà forza di portare il dubbio. Senza paura del peccato di dubitar ridendo.. che commetto.. rigetto lo sguardo ancora nei ritratti appesi alla parete in cerca del buon consiglio, di nuovo scorro uno dopo l’altro, soffermo a lungo sugli eroici liquidatori dell’antico regime, i soli, un piede nell’antico e un nel nuovo, capaci d’interpretare la ricaduta nelle arcaiche devianze, l’inquietudine segnatamente e il divertimento offertomi dai due misteriosissimi personaggi .. che poca compassione hanno l’uno della stramberia dell’altro, non è divertente dir morta la propia moglie quand’è viva, non è buffo sospettare il padre del sequestro della propria mamma?
Ma quale compassione l’uno dell’astuzia dell’altro, mi sorprende il pensiero!
Caso pietosissimo il mio che non so risolvermi. E mi ritorna in mente un verso d’altri tempi, chissà dove letto, chissà dove scritto e da chi..
Dubita che le stelle siano fuoco,
Dubita che il sole si muova,
Dubita che la vita sia bugiarda,
Ma non dubitare d’essere le stelle. D’essere il sole, la vita, il dubbio, il vero e.. il non vero.

Rimango a bocca asciutta di me stessa. Non so ricordare, né intuire le ragioni che mi stringono a raccogliere un senso che non mi dovrebbe riguardare. Eppur mi sorge una curiosità inusitata che m’affolla idee, pensieri nella testa, ricordanze sentimenti, esubera..che dico.. ritemepera l’armonia nella scala senza gerarchie.. non credo venga dalla stravaganza di scoprire se la viva sia la morta o viceversa, ma il capriccio di sapere perché mi seduca recare danno alla serietà, gustandomi e tirando per il lungo una operazione della fantasia. La gente un tempo ne faceva scorta,  doveva essere utile in qualche modo se veniva tenuta in levar di considerazione, narrata scritta perfino ereditata.
La sovrabbondanza di idee e la vostra immaginazione, la rincorsa oltre la norma, il mal tollerare l'opinione del vicino è la ragione per la quale giungete così di rado, uomini, alla felicità, ovunque  per Standardistan è affisso, i sogni portano fuori la Mediana, dove è il pianto e lo stridor di denti.. Sudditi, la salute non proviene da chi la risolve nell’immaginario! La beatitudine abita nell’appartenenza a un ordine perfetto. Il certo è nel prefabbricato, certamente nell’unito, unitevi in un sol pensare.. parlate per ..detto e preconfezionato. Prédico affacciandomi a uno specchio, che mi predica per contro dal sorriso del divertimento.
Chi ride? 
La risposta del concreto potrebbe non essere la vera, ma quale la viva, quale la morta? E la sana, la visionaria, l’interprete, il copione. La virtuosa, la virtuale, la giusta, la blasfema. Lo schiavo lavorava oppresso dal sentimento di fare qualcosa di riflesso. Il Comico e il tragico. Se nulla di ciò che vedo a me intorno può esser gioia, mi sorprende di allegrezza ciò che al di là di me io scorgo, il..tragico. Che mi solleva vagamente, arditamente, mi riunisce, mi libera mi sperde. Mi confida..
Ridi del non ridere, piangi del non piangere, ma detesta chi non detesta, riconosci chi non conosci.
Son parole mie queste, dell'altra? Come non riaverle indietro?
Se qui con noi mi rimanessi? 


"Storie Di Standardistan" di Isabella Consoli

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